L’Eccomi di don Stefano…ex alunno del Seminario!


L’Eccomi di don Stefano…ex alunno del Seminario!

La FINE di un cammino o L’INIZIO di un’avventura?

Oggi, Venerdì 6 Dicembre, nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Galatone, un giovane di nome Stefano Manta intraprenderà un’avventura un po’ insolita per i giorni nostri: quella del Sacerdozio. Con la Grazia di Dio sarà consacrato dal nostro Vescovo per una missione che ci incuriosisce e ci affascina. Abbiamo voluto fargli qualche domanda per capirne di più…

1. Don, come è nata la tua vocazione?

Rispondere a questa domanda in questi giorni ormai prossimi all’ordinazione presbiterale, mi permette di fare memoria grata del cammino svolto fino ad oggi. La mia vocazione è nata nella semplicità di una vita quotidiana fatta di famiglia, parrocchia, amicizie. In particolare penso al gruppo dei ministranti che mi ha permesso sin dalla quarta elementare di rendermi partecipe della vita parrocchiale attraverso il servizio all’altare. Accanto al gruppo dei ministranti anche l’ACR mi ha permesso di sperimentare la bellezza dell’unità e della gioia. Nella parrocchia sin da piccolo le figure sacerdotali mi hanno particolarmente attratto con l’esempio di una vita bella, donata ai fratelli. Attraverso gli incontri vocazionali ho conosciuto il nostro Seminario Diocesano che mi ha attratto per lo stare insieme e la possibilità di capire un po’ meglio ciò che il Signore iniziava a suggerire al mio cuore. Sono contento che il Signore si è fatto presente nella quotidianità di ogni giorno. Ho scoperto il volto di un Dio che cammina continuamente con me.

2. Come è stato il Seminario minore? E il maggiore?

Se penso ai due Seminari, quello di Nardò e quello di Molfetta, mi verrebbe da dire che sono stati ambienti talmente tanto familiari da sentirli una seconda casa. Il Seminario Minore mi ha permesso di vivere gli anni dell’adolescenza nella gioia di una comunità cheha saputo custodire e camminare, attenta alle esigenze di un ragazzo; il Seminario Minore non è un posto che fa piccoli preti, ma un tempo per conoscersi e amarsi meglio. Il Seminario Minore è stato il tempo degli inizi. Il Seminario Maggiore mi ha donato la formazione più specifica per l’Ordine Sacro. Un tempo prezioso. Il vivere per cinque anni in una numerosa comunità mi ha permesso di confrontarmi con le mie attese, con i miei sogni, con le paure; credo che il dono più grande che mi ha fatto il Seminario Maggiore sia stata la presenza di amici di gruppo ed educatori che non hanno fatto altro che sostenermi nel cammino. Il rapporto con il Signore in una preghiera semplice e continua mi ha permesso di capire un po’ di più la vocazione; e il rapporto con i fratelli spesso è stata anche la via che il Signore ha usato per rispondere alle domande che si muovevano dentro. Sono contento del cammino offerto dai Seminari e per questo renderò sempre lode.

3.Come hai vissuto l’Ordinazione Diaconale?

Attraverso l’ordinazione diaconale ogni candidato dona la sua vita completamente al Signore e a servizio della Sua Chiesa. È la tappa definitiva; è la tappa anche tanto attesa dopo i lunghi anni di formazione. Sicuramente tanta è stata la gioia di quei giorni e tante le emozioni che si sono mosse dentro. Certamente tante erano le paure miste alla tanta gioia: Paura di non farcela, paura di un compito troppo grande per le forze, paura di non essere adatto. A questo è seguita però la fiducia in colui che chiama e che libera anche dalla possibile presunzione di dover essere perfetti. Certamente tanti sono i miei limiti come tanti sono i doni che il Signore mi ha fatto: tutto è benedetto da Lui. 

4. Come ti senti a pochi giorni dalla Presbiterale?

Ormai mancano davvero pochi giorni all’Ordinazione Presbiterale. Ammetto che tanta è l’emozione e la gioia nel vedere un cammino che non si conclude ma continua diversamente. Sono contento di sentire vicino l’affetto e la vicinanza della mia famiglia, della comunità di origine il Sacro Cuore di Galatone, della comunità del Rosario di Copertino che mi accoglie nelle pause dallo studio romano, di tanti sacerdoti e amici che attendono con me questo giorno. So di non essere solo. Chiedo al Signore di donarmi forza ed entusiasmo per continuare a servirlo. 

Nelle parole di don Stefano troviamo una bella risposta alla questione iniziale: più che la fine di un percorso … un rinnovarsi di “Eccomi!” , alle avventure proposte da Dio alla vita! Sono occasioni per incontrarlo e realizzare pienamente la nostra felicità: questa è la vocazione! Auguri di buon sacerdozio!

Marco Nocco, V anno